Il Ministero giapponese dell'Agricoltura ha completato la valutazione del rischio per la reintroduzione delle carni suine italiane stagionate. Tra le condizioni previste, almeno 400 giorni di stagionatura e precise garanzie sull'origine della materia prima.
Il Giappone si avvicina alla riapertura delle importazioni di prosciutto crudo italiano, sospese dal 2022 dopo la comparsa della Peste Suina Africana (PSA) nell'Italia continentale.

Il tema è stato esaminato il 29 settembre 2026 dal Sottocomitato sulle malattie di bovini e suini del Ministero giapponese dell'Agricoltura, Foreste e Pesca (MAFF), che ha pubblicato la valutazione del rischio relativa all'importazione dall'Italia di carni suine stagionate a secco, categoria nella quale rientra il prosciutto crudo.
Si è conclusa in Giappone una prova sperimentale, carne proveniente da suini infettati con PSA, peste suina classica e afta epizootica è stata utilizzata per produrre prosciutto di Parma secondo il metodo previsto dalla normativa giapponese. Dopo 399 giorni dalla salatura, tutti e tre i virus sono risultati inattivati.
260929-4.pdf Documento originale.
Lunedì, 29 settembre 2026/Giappone/Ministero giapponese dell'Agricoltura, Foreste e Pesca (MAFF), Risk Assessment Report on the Resumption of Imports of Dry-Cured Pork from Italy

